
l a r o t t a
rotta mineraria di santa barbara
La navigazione non vi sembrerà mai uguale: colori, mare, vento sempre differenti di fronte alle falesie con i loro 450 milioni di anni. Un alternarsi di colori; profumi che da terra, sospinti dalla brezza, sfiorano la cresta delle onde.
La Rotta delle Bilancelle (gialla).
Un nome che evoca le imbarcazione che con
il carico del minerale per stivarlo sulle
navi alla fonda di fronte all'Isola di San Pietro.
Porto Flavia un' innovazione tecnologica e
ingegneristica che segno la scomparsa delle
bilancelle
La Rotta dei Tonni (rossa)
Rotta in onore del re di questi mari. Non
solo la Costa delle Miniere ma anche il
periplo dell'isola di San Pietro veleggiando
sottocosta a Capo Sandalo dove si trova il
faro più ad Ovest d'Italia
Camminino Minerario di Santa Barbara
(celeste - arancione)
Parziale schematizzazione dell ' omonimo
cammino che che si sviluppa sulla fascia
costiera dove si sviluppano le nostre rotte.
In comune in siti minerari ma con una
visione costiera, dal Blu verso la terra ferma

MISSION

La “bilancella” è una barca condotta da equipaggi composti dai cosiddetti “battellieri” e “galanzieri”, specializzati nel trasporto della galena, minerale piombifero estratto nelle miniere del sud ovest della Sardegna .
Caratteristiche delle Bilancelle di Carloforte sono le forme slanciate e ben aperte delle ordinate;
Furono spesso impiegate per il trasporto delle merci tra la Sardegna e il continente e viceversa; quelle adibite al trasporto raggiungevano lunghezze comprese tra i 10 e i 12 metri e venivano anche denominate ‘Fregatine’.
Dopo il 1850 con l’inizio dello sfruttamento dei giacimenti metalliferi dell’Iglesiente, ebbero notevole impulso sull’isola le costruzioni navali di questa tipologia, che alla fine del secolo costituirono a Carloforte una flotta di circa 200 Bilancelle dalle 10 alle 20 tonnellate di portata, unitamente ad una ventina di battelli e ad una cinquantina di barche da pesca.
La bilancella o paranzella dagli 8 ai 10 metri di lunghezza era la tradizionale barca usata per la pesca delle aragoste sull’isola di San Pietro e al di fuori dell’isola viene chiamata Carlofortina o Tabarkina.
Le sue linee sono molto filanti e la barca risulta essere molto veloce, anche perché in passato si doveva conquistare i migliori posti di pesca.
La sua origine è Ligure, e la sua principale caratteristica è la filante e slanciata prua Amaltigana (a violino).
Risulta completamente pontata, anticamente munita di vivaio e con un apertura a poppa per dare spazio di manovra al timoniere.
E’ l’unica imbarcazione Sarda riconosciuta come tale nella Enciclopedia Treccani: ‘Tipo di piccola nave da pesca a vela, impiegata nelle acque Sarde, specialmente nella zona di Carloforte, per la pesca delle aragoste: è perciò munita di un vivaio.’
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Rotta Mineraria di Santa Barbara
Marina di Portoscuso Porto Turistico 09010 Portoscuso
Area Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna
39° 11' 09" N 08° 22' 08" E

